Preservare è diverso da rifare (male) con l'intelligenza artificiale
Ma anche lo smantellamento delle politiche DEI, i licenziamenti di Marvel Rivals e Viktor Antonov che non c'è più.
Il barile esplosivo della settimana
Left 4 Dead (Turtle Rock Studios, 2008)
Tre cose importanti
Phil Spencer, il capo della divisione Xbox, ogni volta che sembra prendere una decisione giusta ci ricorda che in realtà no, probabilmente la volta precedente era solo fortuna. Tipo questa cosa che ha detto sulla preservazione dei videogiochi e l’utilizzo, a quel fine, dell’intelligenza artificiale, che è abbastanza il non aver capito nulla sulla questione, come il mai troppo celebrato Aftermath fa presente tramite Luke Plunkett:
Un mostro di Frankenstein di sbobba generata dall'intelligenza artificiale, che indovina e riempie i buchi per cercare di far funzionare un gioco senza il suo motore originale non è qualcosa che possa definirsi come preservazione dei videogiochi, e sono francamente stupito di vedere una figura così importante dell'industria affermare che lo sia.
Pur di compiacere quell’incapace autoritario di Trump e il suo minion cialtrone (o viceversa, fate voi), anche il mondo dei videogiochi (o della stampa legata ad essi, come in questo caso) si adegua cancellando quelle o due o tre piccole conquiste in termini di inclusione e rappresentazione. Siamo al punto che persino GameStop, che gestisce un business ormai superato dalla storia, incolpa la cultura woke per la sua incapacità di stare al passo con i tempi. In sostanza, vale tutto.
D’altra parte, tutto è Gamergate.
Quando nemmeno 40 milioni di giocatori bastano per non essere licenziati: il caso di Marvel Rivals.
Vi ricordo che su Final Round e qua è partito questo mio progetto del cuore, che mette insieme figli, regole, anarchia e videogiochi. Questa settimana abbiamo finito i nostri primi giochi. Iscrivetevi e tirate dentro i vostri amici con figli che hanno bisogno di qualcuno che li aiuti con Fortnite, dai.
Tutto il resto
Ci ha lasciato Viktor Antonov, il direttore artistico di Half-Life 2 e Dishonored.
Sempre Phil Spencer che dice cose: siccome prima c’era quella sbagliata, questa dovrebbe essere quella giusta.
La seconda stagione della serie di The Last of Us esce il 13 aprile.
Christopher Barrett (l’ex direttore creativo di Bungie) e Sony stanno bisticciando in tribunale perché il primo dice di a) essere stato licenziato senza aver ricevuto quanto gli spettasse e b) essere stato trasformato nel capro espiatorio dei fallimenti delle politiche di Sony, mentre quest’ultima dice che no, è stato licenziato perché ci provava male con diverse dipendenti e ci sono reclami alle risorse umane e messaggi che lo provano.
A proposito di storie tese, Shuehi Yoshida, ora che non ha più un ruolo all’interno di PlayStation (dopo aver contribuito a renderla grande), si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa, tipo che nel 2019 è stato abbastanza obbligato a fare un passo indietro e occuparsi di giochi indie (nonostante gli piaccia), o che FromSoftware pubblicò Dark Souls con Bandai Namco perché delusa dal trattamento ricevuto da Sony per Demon’s Souls.
Una cosa finta che fa ridere per davvero.
Perché Steam continua a essere Steam, spiegato da uno che ha provato a fargli le scarpe.
Tinder, ma per i consigli sui videogiochi.
Le prime immagini delle bellissime carte di Magic su Final Fantasy. Escono il 13 giugno e ce n’è anche una che fa 10.000 danni.
I giochi usciti o in uscita
18 febbraio
Avowed (PC, Xbox Series X|S)
Lost Records: Bloom & Rage (PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S)
20 febbraio
Like A Dragon Pirate Yakuza in Hawaii (PC, PlayStation, Xbox)
La prossima settimana invece usciranno:
Monster Hunter Wilds
Al prossimo barile!
Questa newsletter poi è BFF con altre due, che sono:
Le parole dei videogiochi | dalle parole al succo del discorso
Heavy Meta | scrivere di cultura pop
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